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I rapporti bilaterali

 

I rapporti bilaterali

I rapporti bilaterali tra Italia e Somalia hanno radici storiche profonde, che si traducono non solo in una fitta rete di legami e relazioni istituzionali, ma anche in numerosi scambi che avvengono tra le rispettive Società Civili, Università, enti del settore privato. Tale contesto, in continua evoluzione, vede questa Ambasciata, che ha riaperto a Mogadiscio nel 2014, impegnata a facilitare le interazioni tra i vari attori con l’obiettivo di consolidare l’amicizia tra i due Paesi.

Brevi cenni storici

Al termine della II Guerra Mondiale, nel 1950, le Nazioni Unite affidano al Governo Italiano l’Amministrazione Fiduciaria della Somalia (AFIS), con l’obiettivo di accompagnare e sostenere il Paese nel processo di creazione delle basi politiche, sociali ed economiche dell’indipendenza dello Stato Somalo.

Con le Elezioni del 1959 e l’approvazione della Costituzione, nasceva, nel luglio del 1960 la I Repubblica Somala. Nel 1969 un colpo di stato militare e l’assassinio del Presidente Abdirashid Ali Shermarke segnarono l’ascesa del Generale Siad Barre.

La dittatura militare di Siad Barre e gli anni di guerra civile che seguirono la sua caduta nel 1991 sono all’origine della rivalità clanica e del clima di violenza che ancora oggi scuote il Paese e che ha visto, a partire dal 2006, emergere un movimento di insorgenza radicale di matrice islamica denominato Al Shabaab, affiliato ad Al Quaeda. Contro il terrorismo Al Shabaab dal 2007 e’ impegnata una forza multinazionale dell’Unione Africana (UA) Amisom, che sostiene l’Esercito Nazionale Somalo (SNA).

Nel 2004 si formano le Istituzioni Federali di Transizione, il cui mandato termina nel 2012, anno in cui si tengono nuove elezioni presidenziali.

Si sta concludendo il processo elettorale avviato nel 2016, che prevede l’elezione di 275 membri del Parlamento (House of the People) e 54 membri del Senato (Upper House).

Cooperazione politica

l’Italia intrattiene con la Somalia una relazione intensa ed articolata sia a livello bilaterale che multilaterale, fornendo un contributo primario al processo di stabilizzazione del Paese che vede coinvolti non solo le isituzioni governative ma anche le societa civili grazie all’impegno delle nostre ONG, Universita’ ed Imprese e sempre di piu la numerosa diaspora somala in Italia.

L’Italia, in raccordo con la Comunità Internazionale, ha sostenuto finanziariamente le elezioni del 2012 e del 2016, il processo i federalizzazione del Paese avviato nel 2012 con la creazione di 6 Stati regionali, e si accinge ad accompagnare la controparte somala nel processo di riforma costituzionale, anche in vista delle consultazioni politiche del 2020, le prime a suffragio universale diretto.

Elemento qualificante della nostra azione in Somalia e’ la cooperazione nel settore della sicurezza. L’Italia detiene il comando ed e’ il maggiore contributore di truppe della missione di addestramento delle Forze Armate Somale dell’Unione Europea (EUTM). A livello bilaterale, l’Arma dei Carabinieri svolge attivita’ addestrativa a favore della polizia somalia nell’ambito del programma (MIADIT), giunto quest’anno alla sua 7 edizione. Molti quadri militari somali sono stati formati in accademie militari italiane, cosi come larga parte della leadership somala ha compiuto i proprio studi presso Universita’ italiane o presso l’Universita’ Nazionale Somala, unica Accademica pubblica ancora operante in Somalia e che ha beneficiato di uno dei progetti storicamente piu’ importanti della Cooperazione Italiana.

La conoscenza del nostro idioma e ancora molto diffusa in Somalia soprattutto nella classe dirigente.

Cooperazione allo Sviluppo

La Somalia è inserita nella lista dei paesi prioritari per la Cooperazione Italiana.

Le iniziative pluriennali finanziate dalla Cooperazione Italiana in Somalia in corso sono 24. I fondi stanziati a favore della Somalia sono cresciuti di oltre il 100% tra il 2014 (9 Milioni) e il 2017 (18.5 Milioni). Gli aiuti Italiani nell’ultimo anno si sono contraddistinti soprattutto nei settori della sanità (3,5 Milioni), sicurezza alimentare (2,5 Milioni) e nell’educazione (1,9 Milioni). Inoltre da diversi anni siamo protagonisti nei settori dello sviluppo infrastrutturale (3,5 Milioni), e della ricostruzione economica del Paese (5 Milioni).

Le iniziative hanno riguardato molteplici settori spostando gradualmente l’attenzione dall’emergenza e l’assistenza umanitaria, allo sviluppo umano (sanità e educazione) per poi, da ultimo, orientarsi maggiormente verso le infrastrutture strategiche per la ricostruzione del paese e lo sviluppo economico, il rafforzamento delle istituzioni, all’agricoltura, alla pesca e all’allevamento mirati ad una maggiore sicurezza alimentare e allo sviluppo del settore privato.

Gli interventi sono sempre stati concepiti tenendo conto delle Linee Guida della Cooperazione Italiana, rispondendo in particolare agli obiettivi strategici inerenti alla riduzione della povertà, la creazione di nuove opportunità lavorative, la rimozione delle diseguaglianze, la promozione del settore privato e dell’imprenditoria femminile, il miglioramento della sicurezza alimentare, il contributo alla salute globale e all’educazione di base universale, la stabilizzazione post – conflitto e l’assistenza umanitaria. Grazie a ciò, l’impegno Italiano ha saputo ricavarsi un ampio e attivo ruolo all’interno della Comunità Internazionale in Somalia.

La ricostruzione della Somalia si basa sulla messa in pratica dei principi enunciati nel New Deal, documento quadro per il triennio 2014-2016, i medesimi settori d’intervento sono parte integrante dei Peace and Stability Goals (PSG) e dei Flagship Programs intorno ai quali sono stati costruiti sia il Compact sia l’Economic and Recovery Plan per la Somalia, nel rispetto degli SDGs e del New Deal for Engagement in Fragile States di Busan.

Nel 2016, come previsti dallo stesso Compact il Governo Somalo ha predisposto un piano di sviluppo nazionale per i successivi tre anni (2017-2019) sulla base del quale è stata predisposta la programmazione della cooperazione italiana per il 2017.

A causa delle note difficoltà a realizzare direttamente le attività di progetto in territorio Somalo per motivi di sicurezza, si è fatto principalmente affidamento a partenariati multilaterali e progetti finanziati bilateralmente con il coinvolgimento di organizzazioni delle Nazioni Unite e istituzioni finanziarie internazionali, promuovendo, quando possibile, la collaborazione con ONG e Università italiane.


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